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Rinnovabili: siamo alle carnevalate! L´Aper corre ai ripari
Inserita il 24/02/2009 , Autore Diego Barsotti / www.greenreport.it

Nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, scatta la mobilitazione contro un’azienda agricola che ha presentato un progetto per realizzare un campo fotovoltaico. Tra le motivazioni: Chi vorrebbe passare un periodo di riposo o rimanere in una zona dove il vento che soffia tra i pannelli procurerà un livello di rumore costante e inaccettabile?

LIVORNO. Quanto le energie rinnovabili facciano ormai parte del sistema economico lo dimostrano anche i corsi per avvocati dedicati al Diritto delle energie rinnovabili, che si svolgeranno nei prossimi mesi a Milano (valevoli in termini di crediti formativi), promossi e organizzati dall’Aper e dall’ordine degli avvocati di Milano.

Il tema dell’inquadramento normativo che regola lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, sia comunitario che nazionale e regionale, sarà al centro del corso, perché con il moltiplicarsi degli impianti e degli investimenti, si moltiplicano anche i contenziosi, amministrativi ma anche sociali. Ampio spazio sarà dedicato ai procedimenti per l’autorizzazione degli impianti, al funzionamento del sistema elettrico nazionale, fino alla valorizzazione dell’energia e ai sistemi di incentivazione. Non mancherà l’illustrazione dell’ampia casistica giurisprudenziale formatasi sul tema.

«Negli ultimi anni abbiamo assistito a un sensibile aumento del contenzioso, perlopiù amministrativo, in materia di fonti energetiche rinnovabili – commenta l’avvocato Lucia Bitto, legal advisor di Aper e coordinatrice del corso – ciò è un chiaro segnale sia del crescente interesse per la materia, sia delle criticità che affliggono il settore. In questo contesto, il nostro corso si pone come un utile strumento per approfondire gli aspetti più prettamente giuridici del settore, dal quadro normativo di riferimento, alle deviazioni dai principi che regolano la materia, alla produzione giurisprudenziale».

Da una parte quindi le difficoltà e le lungaggini burocratiche che ostacolano lo sviluppo del settore, dall’altra le situazioni di criticità locale dal punto di vista sociale, con comitati e amministratori che proprio dietro il paravento di un sedicente ma falso ambientalismo, avviano vere e proprie crociate contro le energie rinnovabili: e se finora la miopia si era limitata a tentare di imbrigliare le pale degli impianti eolici, ora si arriva addirittura a raccolte di firme e messe al bando del fotovoltaico.

Avviene in provincia di Pisa, nel comune di Castelnuovo Val di Cecina (irriso ora da tutta Italia dopo essere stato messo alla berlina anche da parte del climatologo Luca Mercalli a Che tempo che fa di Fabio Fazio), dove scatta la mobilitazione contro un’azienda agricola che ha presentato un progetto per realizzare un campo fotovoltaico. A leggere le cronache dei quotidiani locali tutti i concetti che rappresentano un must contro i progetti legati alle fonti di energia rinnovabile: si va dallo spauracchio del “paesaggio lunare” , al “risveglio davanti a un mare di specchi”, “paesaggio irrimediabilmente danneggiato”, “notevoli danni al turismo”, “immobili svalutati” fino all’apogeo delle domande amletiche “Chi affitterebbe una camera o un podere immerso nei pannelli? Chi vorrebbe passare un periodo di riposo o rimanere in una zona dove il vento che soffia tra i pannelli procurerà un livello di rumore costante e inaccettabile?”.

Per dovere di cronaca ammettiamo che quella dell’inaccettabile rumore prodotto dal vento che passa tra i pannelli sinceramente è almeno originale, degna forse di giocarsela con i pezzi di ghiaccio che nelle mattine invernali le pale eoliche avrebbero scagliato contro i bambini che vanno a scuola (vedi link sotto).

Ma la cosa più grave è che in questo territorio dove si coltiva proficuamente l´energia geotermica, è il Comune stesso a dire no al fotovoltaico. «In agosto la Regione ha richiesto a noi e alla Comunità montana una valutazione. La nostra è stata negativa, in base al piano strutturale in vigore che considera quella zona un´area protetta. Adesso siamo stati interpellati nuovamente e la risposta è ancora negativa. Anzi rispetto al precedente progetto, questa seconda soluzione ci sembra ancora peggiore dal punto di vista della tutela paesaggistica» ha spiegato a un quotidiano locale il sindaco Elisa Battaglini, evidentemente ignorando il Piano energetico regionale, le norme che a livello statale incentivano le aziende agricole a investire nelle rinnovabili proprio per garantire un futuro a queste sentinelle della campagna che non riescono più a sopravvivere alla globalizzazione, le indicazioni che a livello europeo arrivano per raggiungere gli obiettivi del pacchetto clima, il green new deal del nuovo presidente americano. Come al solito, tutto bene purché lo facciano non nel mio giardino, che in questo caso è rappresentato dalla collina di Santa Lucia.

Consolano i dati sulle rinnovabili, che continua a crescere, con l’eolico che rappresenta ormai il 2,3% della produzione nazionale e con il fotovoltaico che pur essendo molto più indietro macina una media di 50 nuovi MW al mese, con la prospettiva di raggiungere gli 800 MW a fine anno (contro i 500 previsti fino a un paio di mesi fa).

E questo nonostante le ultime correzioni al sistema incentivante del conto-energia penalizzi un po’ gli investimenti delle famiglie, questo perché ora la voce di contributo per la "quota servizi" prevede un rimborso di un minor numero di componenti rispetto a prima: secondo una stima provvisoria del Gse, la minore convenienza non dovrebbe andare oltre il 3-4%, anche perché viene rimborsata l´Iva pagata dalle famiglie (o dai soggetti senza partita Iva) sulle bollette elettriche.

Intanto una prima fotografia degli effetti della crisi economica sul comparto Usa delle rinnovabili quotato in borsa mostra una difficoltà che prevale sullo slancio internazionale verso la green economy (i cui risultati ovviamente devono ancora arrivare) avviato dal nuovo presidente Obama: dall’inizio dell’anno infatti i primi 20 titoli del settore hanno accumulato in media ribassi intorno al 10%, anche se a livello internazione non mancano le eccellenze, come le tedesche Phoienix solar (+23%) e Solar World (+3,6%), della coreana Doosan (+12%) e della spagnola Solaria (8,38%).

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